Gli aspetti Giuridici  e Politici del Software Libero


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La figura qui a lato (tratta da qui) rappresenta un diagramma insiemistico delle varie categorie di Software.
L'insieme dei programmi che possono essere scaricati gratuitamente dalla rete comprende non solo i programmi GPL ma anche i programmi shareware (da pagare in caso di utilizzo), adsware (pagati da inserzioni pubblicitarie) o freeware che appartengono alla categoria dei software proprietari.
I programmi GPL sono poi una categoria dei programmi liberi.

Occorre per completezza dire che il mondo del software libero è molto vasto e variegato. Esistono decine di diversi contratti di licenza che più o meno si adattano alle definizioni di sofware libero.
La categoria Copyleft è quella delle licenze che concedono all'utente il pieno diritto di modificare e redistribuire i programmi.


Un altro movimento attivo nell'ambito del software libero è quello dell'open source (Sorgente Aperto). Le finalità dei due movimenti sono simili anche se le regole proposte differiscono tanto da essere incompatibili. Open Source vede il problema del software libero come un problema pratico, GNU come un problema etico. Fra le licenze approvate da OSI (Open Source Initiative) c'è anche la FreeBSD che prevede l'inclusione di software libero all'interno di prodotti proprietari o la SUN Public License che prevede anche clausole di recesso.
Open Source tra l'altro genera una confusione di terminologia. La definizione richiede ben di più di consentire meramente l'accesso ai codici sorgenti ma molti autori, giornalisti e case di software tendono a sviarne il significato. Molte aziende tentano di utilizzare le idee del movimento per loro tornaconto: alcune autodefiniscono loro prodotti Open Source perché l'utente può leggere il codice sorgente ma non puo' modificarlo o redistribuirlo ma solo riparare la applicazione comunicando le variazioni alla ditta produttrice (viene sfruttato il cliente come programmatore di patch: di pezze per coprire gli errori). Altre aziende come la Microsoft si inventano definizioni alternative come lo shared source che consente a enti selezionati di poter accedere ai codici sorgenti ma con fortissime clausole di non divulgazione e di non modificazione. L'ultima trovata pubblicitaria è di concedere la lettura dei sorgenti ai governi e alle agenzie, il cosiddetto Programma per la Sicurezza Governativa. Si tratta chiaramente di una manovra di immagine visto che solo il 97% del sorgente viene reso pubblico, cosa ci sarà mai nel 3% rimanente? Accetterebbe un governo di avere la sicurezza per il 97% della popolazione o del territorio? E poi quali sono le garanzie? Devono consultarlo i politici che raramente sono grandi esperti informatici? Io preferisco un software libero che automaticamente aderisce al Programma per la Sicurezza di ogni Cittadino, e non solo a quella dei governi.

Microsoft, come molte altre case produttrici di software proprietario, utilizza e imita il software libero a proprio vantaggio. Afferma di temere il modello proposto dalla GPL e di trovarsi bene con altre licenze come la FreeBSD.
Infatti usa FreeBsd software integrandolo in prodotti a codice sorgente chiuso. Anche il modo di diffusione del software libero viene di fatto imitato: le tecnologie di protezione dalla copia non autorizzata dei prodotti Microsoft sono facilmente aggirabili. Perché una azienda che ritiene di essere all'avanguardia per la tecnologia dei propri prodotti non ha investito anche per la protezione dalla copia abusiva? Non c'è dubbio che le copie abusive del software se da un lato danneggiano la società produttrice dall'altro ne facilitano la diffusione e l'adozione. Una azienda di fatto monopolista può imporre il prezzo maggiorato agli utenti ufficiali e istituzionali che devono acquistare copie legali per poter essere retribuita anche del costo delle copie abusive.

Un altro problema politico relativo al software libero è quelli dei brevetti.
Attualmente in Europa la tutela del software è correttamente gestita tramite il diritto di autore, le stesse norme cioè che tutelano la pubblicazione di libri o di brani musicali. Al contrario negli Stati Uniti è possibile brevettare i principi costruttivi dei programmi.
La differenza fondamentale è che il diritto di autore tutela l'opera non l'idea come invece fa il brevetto. Per chiarire questo concetto si pensi ad un esempio musicale: se una ditta brevettasse il giro armonico (es. Do, La minore, Re minore e Sol 7) di fatto potrebbe abolire il festival di San Remo. Se i giudizi qualitativi sugli aspetti positivi e negativi dell'abolizione del festival di San Remo possono essere discordi, dobbiamo essere concordi nell'affermare che si tratterebbe di una grave limitazione alla libertà di espressione.
E' quello che sta succedendo nel campo del software.
Con i brevetti sul software non è più possibile scrivere liberamente programmi, sarebbe come camminare in un campo minato perché ogni soluzione implementativa potrebbe poi risultare ad una analisi a posteriori coperta da un brevetto.
David Knuth, uno dei più importanti docenti di informatica nel mondo, in una sua lettera del 1994 all'ufficio brevetti statunitense dice "Quando penso ai programmi che utilizzo quotidianamente per lavorare,  mi rendo conto che nessuno di questi esisterebbe se i brevetti sul software fossero stati comuni negli anni 60 e 70."
I brevetti bloccano la ricerca nel campo dell'informatica esattamente come farebbero col festival di San Remo.

Anche i formati dei dati possono essere aperti (pubblici) o chiusi (segreti).
Un formato è aperto se la struttura di come i dati vengono memorizzati è pubblicata e accessibile. Sono formati aperti l'html, pdf, postscript. I dettagli di questi standard sono leggibili e disponibili: questo significa che molti produttori possono scrivere applicazioni per poterli elaborare. Al contrario formati come i file .doc di Word o i file .xls di Excel, così come i formati di molti programmi proprietari sono chiusi, segreti. Questo significa che:
Ora è chiaro che spedire documenti in formato chiuso come per esempio allegare a un messaggio di posta un documento .doc è un atto di grave maleducazione informatica o da tecno cretini come dice Roberto di Cosmo. E' come spedire un oggetto racchiuso in un pacchetto apribile solo con le forbici di una predeterminata marca, forbici molto costose. Accertatevi che il ricevente possegga quelle forbici, altrimenti farete una brutta figura.
Purtroppo di esempi di brutte figure istituzionali, così come di tecno cretini, ce ne sono tanti: moduli per la richiesta di finanziamento di ricerca alla Unione Europea, bollettini, moduli e tabelle dei ministeri ecc. tutti divulgati in formati chiusi.

Cosa ci riserva il futuro? Brutte sorprese.
Microsoft e Intel stanno sviluppando il sistema Palladium: ogni elaboratore conterrà una chiave segreta di cifratura sconosciuta all'utente. Tramite questa chiave verrà concessa l'esecuzione solo a sistemi operativi autorizzati (dalle ditte di Palladium), i programmi applicativi e i dati dovranno ricevere specifiche indicazioni di autorizzazione per poter essere eseguiti, letti o aggiornati.
Questo piace molto alle major discografiche e del cinema, nonché alle multinazionali del software perché porrà fine alla pirateria: loro sapranno in ogni istante chi sta sentendo, visionando o eseguendo ogni singola copia delle loro produzioni.
Metterà fine a contenuti immorali o terroristici in rete, perché sarà possibile censurarli, anche ai virus perché se i programmi sono difformi dagli originali non sarà possibile attivarli.
Come piccolo inconveniente porrà fine anche alla privacy, alla libertà di espressione e al software libero.
Il software libero potrà continuare a funzionare su macchine di tipo diverso e non compatibili col sistema Palladium, in teoria. Peccato che se Palladium verrà utilizzato da quanti oggi usano Windows queste macchine non potranno riprodurre CD o filmati in DVD, non potranno scambiare messaggi o visitare siti di tipo Palladium in rete e saranno estremamente costose:  un tipo di elaboratore prodotto in meno esemplari costa di più, è una legge di mercato.

In questi giorni (gennaio 2003) stanno per essere rilasciati i primi esemplari di prova del prodotto Microsoft Office 11. Gli organi di stampa (anche quella tecnico-divulgativa) sottolineano solo che i documenti possono essere incompatibili con le precedenti versioni di Office e che il nuovo programma funzionerà solo su Windows 2000 e XP; pochi hanno notato che Office 11 contiene già le prime funzionalità del sistema Palladium. Sulla ingerenza dei produttori nella privacy dei propri elaboratori ce n'è già anche un esempio nella licenza (EULA) di alcuni prodotti quali il Windows Media Player. Nella finestrella che molti liquidano velocemente con un click sul bottone "accetto" c'è scritto: "Microsoft may provide security related updates to the OS Components that will be automatically downloaded onto your computer. These security related updates may disable your ability to copy and/or play Secure Content and use other software on your computer. If we provide such a security update, we will use reasonable efforts to post notices on a web site explaining the update." che tradotto suona come: Microsoft può aggiornare automaticamente per motivi di sicurezza i programmi e questi aggiornamenti potranno limitare l'esecuzione di vostri programmi o la riproduzione di vostri contenuti. Microsoft farà il possibile per annunciare in un sito web la spiegazione degli aggiornamenti.
Pensateci prima di premere il bottone "accetto" la prossima volta!


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